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La lavorazione del terreno, in agronomia, sono interventi praticati dall’uomo con l’ausilio di utensili o macchine allo scopo di creare un ambiente fisico ospitale per le piante agrarie.

Generale...


In generale le lavorazioni migliorano le condizioni fisico-meccaniche del terreno e indirettamente influiscono in modo più o meno marcato sulle proprietà chimiche e su quelle biologiche.

Fra gli scopi principali che hanno in genere le lavorazioni i principali sono i seguenti:

Aumento della sofficità. Una maggiore sofficità riduce la tenacità e la compattezza del terreno, creando le condizioni ideali per favorire l’espansione delle radici e l’esecuzione di altre operazioni colturali.

Aumento della permeabilità. Una maggiore permeabilità del terreno favorisce l’infiltrazione dell’acqua, evitando che ristagni o defluisca in superficie. Favorisce altresì un facile sgrondo dell’acqua in eccesso, migliorando il rapporto fra acqua e aria nel terreno. L’aumento della permeabilità permette inoltre la costituzione di riserve idriche di maggiore entità.

Preparazione del letto di semina. Lo sminuzzamento delle zolle crea un ambiente adatto ad ospitare il seme in modo che le particelle terrose vi aderiscano meglio favorendone l’imbibizione e la conseguente germinazione.

Gli scopi secondari o specifici che possono avere alcune lavorazioni sono molteplici, ad esempio:

– Contenimento della vegetazione infestante.
– Contenimento delle perdite d’acqua per evaporazione.
– Livellamento della superficie del terreno.
– Interramento di fertilizzanti o altre sostanze.

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